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Bussola. Dell'uso della bussola per determinare i punti cardinali e per orientare le carte abbiamo già detto; ma la bussola può servire anche durante la marcia, per controllare direttamente la propria direzione. A tale scopo esistono in commercio speciali bussole da polso,simili ad orologi, di cui facile è quindi la lettura in ogni momento. Ma per un controllo veramente preciso ed efficace della direzione di marcia occorre la bussola goniometrica, grazie alla quale è possibile predisporre sulla carta e seguire sul terreno un vero e proprio itinerario «prefabbricato», ottenuto scomponendo l'itinerario topografico in vari tratti rettilinei, ciascuno di essi definito:
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da particolarità naturali evidenti dei terreno in corrispondenza delle estremità di ciascun tratto stesso;
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dalla distanza fra i due estremi dei tratto considerato;
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dal loro dislivello e quindi dalla pendenza dei terreno nel tratto medesimo.
Tutto ciò riguarda ed interessa più che altro l'alpinista che debba percorrere
itinerari privi di sentieri. Tuttavia riteniamo utile fornire qualche informazione in proposito.
Questa bussola, di cui esistono vari ottimi tipi in commercio, oltre a segnare il Nord come ogni altra, può dare anche l'angolo di deviazione dal Nord della direzione di marcia (o direttrice) cioè può fornire propriamente la rotta, come ai naviganti o agli aviatori. Essa differisce dalla comune bussola fra l'altro per avere: 1) il quadrante con la rosa dei venti girevole; 2) un lato (almeno) rettilineo e graduato in millimetri (che serve anche per la misura delle distanze sulla carta); 3) un mirino che permette di traguardare parallelamente al lato rettilineo e quindi fissato ad esso; 4) uno specchio inclinabile in modo che si possa, portando la bussola all'altezza dell'occhio, traguardare attraverso il mirino e controllare simultaneamente nello specchio la posizione dell'ago; 5) una freccia ben visibile segnata parallelamente al mirino in modo da indicare, senza possibilità di equivoci, la direzione di marcia.
Per determinare la posizione da seguire allo scopo di raggiungere un dato punto occorre:
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portare la bussola all'altezza dell'occhio e regolare lo specchio in modo da vedervi riflesso il quadrante;
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traguardare attraverso il mirino il punto da
raggiungere o la direzione prestabilita, tenendo la bussola orizzontale in modo che l'ago, libero di oscillare, assuma la direzione Nord;
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tenendo ferma la bussola, ruotare il quadrante graduato sino a far coincidere il segno della declinazione magnetica con la posizione dell'ago, cosa che si controlla nello specchio opportunamente inclinato.
Ciò fatto, non solo la bussola indicherà il meridiano
N-S ed i punti cardinali, ma segnerà stabilmente sul quadrante l'angolo della direzione di marcia rispetto al N. Senza più spostare il quadrante potremo allora chiudere e riporre la nostra bussola: in qualsiasi momento, noi potremo controllare se la direzione che seguiamo è esattamente quella precedentemente segnata o se abbiamo deviato a destra o a sinistra, ed in tal caso rimediare all'errore. Un apposito indice fisso segna sul quadrante graduato il valore dell'angolo di direzione: sarà bene sempre annotare questo numero, per non trovarsi in difficoltà qualora il quadrante della bussola venisse involontariamente spostato.
La carta topografica ci permette il «puntamento» della bussola anche se il punto di traguardo è invisibile sul terreno. Individuato sulla carta il punto in cui ci si trova e quello da raggiungere, per conoscere la direzione di marcia basterà:
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far coincidere il bordo rettilineo della bussola con l'allineamento dei due punti (la freccia di direzione rivolta verso quello da raggiungere);
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girare il quadrante graduato della bussola finchè la sua linea
E-O sia orientata con quella della carta (cioè lungo i meridiani);
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togliere la bussola dalla carta e, girandola tra le mani, orientarla, far coincidere cioè l'ago calamitato con i segni della declinazione magnetica senza spostare il quadrante graduato; la freccia di direzione indicherà la direzione da prendere per raggiungere il punto prestabilire.
Altimetro. Si tratta di un barometro aneroide (fig.12) che, oltre al quadrante fisso su cui la lancetta
indica la pressione atmosferica in millimetri, è dotato di un quadrante girevole rispetto al primo,
su cui è riportata una graduazione che corrisponde in metri di altezza alla variazione di pressione
atmosferica; l'altimetro può quindi fornirci immediatamente
l'altimetria o quota del punto in cui ci si trova. Poichè la pressione atmosferica varia, oltre
che in funzione dell'altezza, anche in rapporto alla temperatura ed alle condizioni atmosferiche con
tingenti, occorre tenerne conto nella interpretazione dei valori forniti dallo strumento.
A ciò si provvede con la «taratura» dell'altimetro ogni volta che sia possibile
durante la marcia, oltre che sul punto di partenza: ogni volta che ci si trovi
in luogo di altezza esattamente conosciuta, si controllerà l'indicazione
dell'altimetro e qualora essa si scostasse da quella reale, la si correggerà
ruotando il quadrante esterno fino a far coincidere la lancetta con la misura
della quota effettiva. Oltre che per controllare l'altitudine in senso assoluto,
l'altimetro si rivela estremamente utile, di notte o nella nebbia, alla
determinazione - insieme alla bussola ed alla carta - del punto in cui ci si trova;
per es., constatato di trovarsi entro il fondo di un vallone reperito sulla
carta, l'altimetro ci dirà, con sufficiente approssimazione, dove precisamente
ci si trova, a che quota, cioè in che punto del canalone, il che consentirà
di stabilire da che parte proseguire la marcia. Ancora, ignorando del tutto
la propria posizione se non a grandi linee, l'altimetro ci dirà, intanto, su
quale curva di livello, o fra quali, ci troviamo, il che è già qualcosa, perchè
permette di sapere attraverso la carta ad es. se ci troviamo sopra o sotto ad
un salto di roccia o ad una zona di crepacci, mentre un esame più attento
dei particolari del terreno all'intorno ed un confronto con la carta topografica
possono servire a localizzare la propria posizione anche sul piano, oltre che
in altitudine.
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