LA
PRIMA GUERRA MONDIALE
Tragedia ed eroismo

L'ossario caduti della Guerra 1915-18
di Cima Grappa - monito di pace.
Dopo l'esito vittorioso delle
undici dure battaglie dell'Isonzo, che dal maggio
1915 all'autunno 1917 avevano prostrato le armate
austro-ungariche, lo Stato Maggiore austriaco aveva
dovuto chiedere il concorso di un'armata germanica
per una imponente offensiva. Per un complesso di circostanze
sfavorevoli la dodicesima battaglia dell'Isonzo, iniziata
il 24 ottobre 1917, provocò una profonda rottura del
fronte italiano a Caporetto.
Il Comando Supremo Italiano dovette ripegare tutto
lo schieramento ad arco, dal Brenta all'Isonzo, sulla
nuova linea Grappa-Montello-Piave. Il ripiegamento,
reso difficile anche dal maltempo, ebbe momenti di
grave drammaticità, ma grazie al sacrificio delle
unità di cavalleria e di fanteria in retroguardia,
le truppe della terza e quarta Armata riuscirono ad
arrestare l'avanzata nemica.
La nuova linea difensiva consentiva un accorciamento
del fronte di 200 km. rispetto ai precedenti 600km
dallo Stelvio al mare; ma le forze erano assai ridotte
e stremate per il grave logoramento subito nella lunga
e faticosa ritirata; le perdite assommavano a 300.000
tra prigionieri, morti e feriti e circa 400.000 tra
sbandati ed ammalati; gravissime erano anche le perdite
di scorte, dotazioni ed armamenti pesanti (3152 pezzi,
1732 bombarde, 3000 mitragliatrici, 2000 pistole mitragliatrici,
22 campi di aviazione, parchi e magazzini di intendenza,
ecc.). Venne attuata la riorganizzazione delle forze,
superando le gravi dificoltà dovute alla carenza di
armi, di dotazioni e di rifornimenti di ogni genere.
Pur di tener testa ad un nemico assai più forte per
organici e mezzi bellici, i reparti avanzati si agrapparono
disperatamente alle linee difensive del tutto improvvisate
e che solo gradatamente poterono essre completate
e irrobustite.
Il soldato e le sue battaglie
In quei durissimi frangenti il soldato italiano diedeprove
di autentico eroismo. Iduri combattimenti svoltisi
dall'Astico al Piave, nel giro esatto di un anno,
si compendiano in tre grandi battaglie:
-
una battaglia di "arresto", che si svolse nel periodo
10 novembre-21 dicembre 1917 e si articolò in due
fasi intervalate da una sosta di 15 giorni;
-
una battaglia "difensiva", denominata "Battaglia
del solstizio", che si svolse fra il 15 giugno e il
6 luglio 1918;
-
una battaglia "offensiva" o di Vittorio Veneto svoltasi
fra il 24 ottobre ed il 4 novembre 1918 che si concluse
con la vittoria dell'Esercito Italiano.
Testimonianze degli eventi
-
la zona monumentale di Cima
Grappa, a quota 1775,
che nel Sacrario realizzato nel 1935 custodisce i
resti di 12.615 soldati italiani (di cui 10.332 sconosciuti)
oltre a 10.295 austro ungarici. Il cimitero custodisce
anche la statua bronzea della Madonna, benedetta nel
1901 dal Card. Sarto, divenuto papa San Pio X;
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la galleria Vittorio Emmanuele
III, opera straordinaria
di ingegneria militare: 5 chilometri di cunicoli realizzati
come moderno strumento di guerra, un'impressionante
fortificazione polifunzionale sotterranea.
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